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Capitolo Nove. Baruch Spinoza: Ragione e Natura.

Il problema del dualismo.
     
Nell'empirismo, come nel razionalismo di Descartes, resta netta  la
separazione  tra  la  realt del pensiero e  la  realt  del  mondo
esterno   caratterizzata  dall'estensione,  cio  dalla  corporeit
percepibile attraverso i sensi.
     L'attenzione  che Hobbes e Locke prestano ai  dati  sensibili,
facendone  l'unica  fonte di conoscenza e  l'unica  sorgente  delle
idee,  non fa altro che rafforzare la distinzione fra questi  e  le
idee  stesse:  una  volta formatesi nella  nostra  mente,  le  idee
possono perdere ogni riferimento e ogni collegamento con la  realt
sensibile che le ha prodotte.
     La  ragione, per i razionalisti e per gli empiristi - anche se
in  misura diversa -, svolge dunque una doppia funzione. Da un lato
essa    passiva:  una tabula rasa su cui vengono impressi  "segni"
attraverso  le  sensazioni,  o un ricettacolo  delle  idee  innate;
dall'altro  essa    attiva, cio capace  di  operare  sulle  idee,
comporle, scomporle e raffrontarle tra loro.
     La  realt  esterna, l'estensione, la natura, soprattutto  per
gli empiristi, non  solo oggetto della conoscenza: essa svolge  un
ruolo  attivo  proprio perch modifica le condizioni  della  mente,
riempiendola, se non di s, certamente di segni che la significano.
     La  filosofia  moderna  sembra  riproporre  uno  dei  problemi
centrali  che  aveva incontrato la filosofia greca  delle  origini:
liberatosi  dalla dimensione sovrannaturale del mito,  il  pensiero
che  si  accinge a scoprire la natura finisce con il  trovarvi  una
struttura  razionale, prodotta e guidata da una Ragione in  qualche
modo sovrannaturale (il Lgos di Eraclito o il Nos di Anassagora).
La  struttura matematica dell'universo  senz'altro, come  sostiene
Galileo,   opera   di  Dio;  l'osservazione  della   natura   porta
inequivocabilmente a riconoscere l'esistenza di  un  suo  "autore",
come  ha  detto  Locke: in entrambi i casi una  Ragione  metafisica
agisce sulla physis. La natura  la lingua, o una delle lingue, con
cui Dio parla agli uomini;  un mezzo (anche nel senso che "sta  in
mezzo") tra la ragione divina e la ragione umana. Ma la natura  non
possiede  una ragione sua propria: pu essere pensata, ma  non  pu
pensare, perch non  res cogitans.
     Le riflessioni filosofiche di Bernardino Telesio e di Giordano
Bruno,  il  loro  insistere  sulla  capacit  di  "sentire"  e   di
"conoscere" propria di tutto l'universo, la presenza di  una  Mente
in tutte le
     
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     cose  (Mens  insita  omnibus)(1), non sembrano  sufficienti  a
ricomporre  il dualismo che domina il pensiero di Descartes,  degli
empiristi e degli scienziati: il naturalismo di Telesio e  Bruno  
troppo  "prescientifico", troppo lontano  dal  metodo  dimostrativo
imposto  dalla nuova scienza fondata sulla matematica; l'amore  per
la  verit sembra addirittura spingere Bruno a negare la ragione  e
ad indicare nel furore eroico il mezzo per la ricerca del vero. Gli
strumenti del naturalismo rinascimentale e postrinascimentale  sono
inadeguati  a  risolvere  il problema del dualismo  che  ora,  dopo
Descartes,  si presenta in termini nuovi, ma forse potranno  essere
tenuti presenti e in qualche modo utilizzati nella ricerca di nuove
soluzioni.
     Una natura che  solo estensione, corpo,  un oggetto in bala
degli   enti   pensanti  che  possono  modificarla,  assoggettarla,
adeguarla ai propri bisogni e ai propri scopi. Questo, come abbiamo
gi  detto,  ,  in estrema sintesi, il senso del  moderno  spirito
scientifico.  L'atteggiamento scientifico presuppone un  linguaggio
comune, cio una sorta di protocollo da seguire nell'approccio  con
la natura. La matematica, linguaggio universale comune a Dio e agli
uomini,  sembra lo strumento ideale per "intervenire" sulla natura.
Le  cose, per, si complicano laddove le lingue si diversificano  e
non  sono  possibili nemmeno verifiche, perch, partendo da  regole
(grammatiche)  differenti,  si giunge a  risultati  contraddittori,
dipendenti da chi opera la verifica. Quando, poi, le verit di  una
parte  pretendono  di assurgere a Verit di tutti,  fuori  di  ogni
possibile controllo, la natura viene "aggredita" in nome di  verit
incontrollabili  e,  con  essa, quanti  tra  gli  uomini  si  fanno
portatori di altre verit.
